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Content Marketing: cosa ti serve per cominciare?

Scritto da Vanessa Maran il 3 maggio 2019 13.30.00 CEST
Vanessa Maran
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Grazie all’aiuto di un cincillà hai scoperto cos’è il Content Marketing e quali vantaggi può portare alla tua attività. Ti sconsigliamo però di cominciare a scrivere articoli uno dietro l’altro e a condividerli forsennatamente: così sprecheresti tutto il tempo che hai dedicato a produrre quei preziosi contenuti. Frena l’entusiasmo iniziale (comprensibilissimo!) e chiediti: “Cosa mi serve per cominciare a fare Content Marketing”?

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Per iniziare ti servono 5 cose da sapere. Sì, 5 cose non sono molte, ma non sono comunque da non prendere però sottogamba. Per aiutarti a riflettere, ti spiegheremo questi 5 punti come se fossero delle domande che ti rivolgiamo: se risponderai in modo coerente rispetto alla tua attività, riflettendo per bene sull’identità della tua azienda e su cosa vorresti ottenere con il Content Marketing, allora in futuro avrai molte meno insicurezze di chi, invece, si muove sul web senza avere un obiettivo definito e, spesso, senza nemmeno sapere perché un potenziale cliente dovrebbe comprare il suo prodotto piuttosto che un altro.

Insomma, queste 5 domande ti aiuteranno a tracciare il sentiero che percorrerai: il sentiero del Content Marketing!
Inoltre, per darti una mano in più (non a caso la nostra agenzia si chiama mxm: "manoxmano"!), alla fine dell’articolo potrai scaricare una guida che ti accompagnerà passo per passo nella risposta di queste domande, dandoti dei suggerimenti e delle “ispirazioni”.

1. Cosa ti rende unico rispetto agli altri?

Questa è la prima domanda da porsi e, probabilmente, anche la più difficile: è da questa che potrai renderti conto quanto sei consapevole della tua identità aziendale. Qual è l’essenza del tuo brand? Perché qualcuno dovrebbe comprare proprio il tuo prodotto? Che valore aggiunto offre? Cosa vuoi esprimere con il tuo brand e per quale motivo?

Pensa a quando vai al supermercato per comprare l’acqua, ad esempio. Potresti limitarti a comprare quella in offerta, ma ti accorgerai che ogni marca d’acqua naturale ha un proprio messaggio personale, che la rende diversa dalle altre e che attira uno o più target specifici. C’è Rocchetta, “L’acqua della salute”, Lauretana, “L’acqua più leggera d’Europa”, Sant’Anna, “Dalla montagna alla tua sete”, Wami, “Water with a Mission”, e tanti altri brand di acqua naturale che mirano ad essere le più sane o le più leggere, che tutelano l’ambiente o la tua salute, che mirano agli sportivi o alle donne in dolce attesa, ecc…

Tu, per qualche motivo, deciderai di comprare un’acqua piuttosto che un’altra perché condividi una parte dei tuoi valori con una determinata marca. Fare personal branding non è altro che questo: condividere i propri valori, principi e credenze con il pubblico. All’interno di questo pubblico, alcuni tipi specifici di persone si riconosceranno in quel brand perché crede negli stessi principi in cui credono loro.

E tu? Tu perché sei diverso?

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Mentre ci pensi, non dimenticarti di analizzare la concorrenza (cos’hai in comune con i tuoi concorrenti? E di diverso, invece? Cosa fanno di giusto e di sbagliato, quando comunicano con il pubblico?) e fare una bella ricerca sul web: cosa dicono le persone sulla tua attività? Parlano bene o male del tuo brand? E come ne parlano?

2. Qual è il tuo pubblico?

Ecco un’altra domanda da un milione di dollari.
Prima abbiamo detto che il tuo brand e il tuo pubblico condividono uno stesso sistema di valori. Ma quanto effettivamente conosci i tuoi potenziali clienti? E chi sono? Cosa fanno e perché lo fanno?

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Sul nostro blog abbiamo già parlato approfonditamente delle Buyer Personas. Il modo migliore per individuare il tuo target è creare degli identikit di potenziali clienti fittizi, con tanto di nome e cognome, età, professione, stile di vita, ecc… Qui puoi scaricare un identikit da scaricare e compilare.

Per conoscere al meglio il tuo pubblico, non dimenticare di analizzare i dati di AdWords e gli insights dei social media: potrai verificare quanto le persone stanno sul tuo sito, dove abitano queste persone, quanti anni hanno, quando sono attive maggiormente sui social, ecc…

3. Qual è il tuo obiettivo?

La risposta a questa domanda è facile: “guadagnare di più!”

Ma di più quanto?
E in quanto tempo?
Ma poi, il tuo obiettivo al momento è veramente guadagnare di più?

Specie se sei agli inizi, il tuo obiettivo primario potrebbe essere un altro (sempre poi con la prospettiva di riuscire da guadagnare sulla tua attività, ovviamente): farsi conoscere maggiormente, ad esempio, o avere più pubblico, oppure cominciare a posizionarsi sul web con i valori emersi nella prima domanda, o raccogliere i primi contatti per fare lead generation (tramite newsletter, ad esempio).

In ogni caso, è necessario che tu ti fissi un obiettivo ben specifico, che sia raggiungibile entro un tempo prestabilito e che possa essere misurabile. Esempi di obiettivi possono essere:
- Aumentare il fatturato del 10% entro la fine del semestre;
- Avere 10.000 follower su instagram entro la fine dell’anno;
- Avere 5.000 contatti di potenziali clienti entro la fine dell’anno;

In ogni caso, dall’obiettivo non si sfugge: senza obiettivo, non si va da nessuna parte!
E, quando se ne raggiunge uno… se ne fissa subito un altro!

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4. Hai un sito? Hai un blog?

È una cosa banale da dire, ma la scriviamo lo stesso: avere un sito è la primissima cosa da fare, se vuoi lanciarti seriamente nel mondo del web. Non la pagina Facebook, non l’account Instagram, non qualsiasi altro social: il sito. E, affinché funzioni, è necessario investirci il giusto. Nel sito puoi posizionare i tuoi contenuti dove vuoi e presentare i tuoi prodotti/servizi come piace a te, cosa che i social non permettono di fare. È anche la base per le tue campagne di web marketing. Insomma, un sito non è solo un biglietto da visita virtuale: è il fulcro delle tue attività online.

Poi, se sei seriamente interessato a fare Content Marketing, un blog è praticamente d’obbligo. Con un blog potrai attirare la tua potenziale clientela, fidelizzarla, invitarla ad iscriversi alla newsletter, consigliarle una serie di contenuti da scaricare, ecc… Insomma, il blog è quella sezione del sito che mira a dialogare con il tuo target.

5. Hai aperto i canali social giusti?

Spesso, quando si è presi dall’entusiasmo, si decide di aprire istantaneamente tutti i social & co. sulla piazza: Facebook, Instagram, Twitter, Linkedin, Youtube e tante altre piattaforme che, probabilmente, non fanno tutte al caso tuo. Uno studio notarile può benissimo fare a meno di Instagram, ma potrebbe aprire una pagina aziendale su Linkedin. Un’agenzia di viaggi, invece, dovrà puntare moltissimo su Instagram e, perché no, anche su Pinterest. Un personaggio pubblico o una testata giornalistica, invece, potrebbero puntare a Twitter, Facebook e Linkedin. Insomma, ogni attività ha i suoi social media. Chiediti quali fanno veramente per te, anche in base al materiale che possiedi. Hai delle belle foto? Dei video professionali? Quanto spesso potresti postare su Facebook, piuttosto che su Instagram? E cosa posteresti?

In ogni caso, quando si apre più di un canale social l’importante è la coerenza: l’immagine di profilo deve essere sempre la stessa, il tono di voce uguale per ogni canale utilizzato, ecc… Insomma, anche i social esigono la loro immagine coordinata.

Conclusione

Bene.
Ora sicuramente avrai un bel po’ di cose a cui pensare, dopo aver letto tutta questa pappardella! Non è per niente semplice rispondere a queste 5 domande: per questo ti diamo una mano con questa guida/scheda compilabile, che ti aiuterà passo dopo passo a definire i valori del tuo brand, il tuo pubblico, il tuo obiettivo e tutto quello che hai letto in questo blog!

Scarica la scheda!

Topics: Insider, social media, content, blog, content marketing, sito web, target, buyer personas, comunicazione

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